sabato 3 dicembre 2016

Allenamento: Salazar mi ruba le idee (ahah!)


   Scherzoooooo!!!
   La cosa forse iniziò 8 anni fa quando su certi siti analizzammo l'allenamento dei quattrocentisti di Clyde Hart. Vedemmo sedute "strane" di questo tipo (tempi per atleti da 46"):

- 2x600 in 1'30 (veloci) rec.15'
- 3x300 in 50 (lente) rec.1'
- 3x300 in 40 (veloci) rec.5'

   Mai viste cose del genere in Italia, perchè quei 300 lenti in mezzo? Ci venne in mente che in qualche modo quei 300, dopo i 600 veloci/lattacidi, invece di affaticare ancor di più, permettessero all'atleta di RIPRENDERSI e completare la seduta nuovamente con una parte veloce/lattacida e nello stesso tempo sostenere un volume totale di seduta notevole.

   Ma che vuol dire "riprendersi" in termini fisiologici? Sappiamo (lo sappiamo?) che i metaboliti scaturenti da un'attività lattacida, sia lo ione lattato che lo ione H+, nelle fasi di recupero vengono riutilizzati per ricostruire le molecole di ATP; pensammo che un'attività centrale relativamente blanda potesse accelerare questo processo "LAVANDO" via l'acidità. Chiamammo questa fase proprio "lavaggio".
   Provammo su noi stessi e sui nostri atleti 400-800isti e... accadeva proprio ciò che ci aspettavamo! Dopo il lavaggio ti ripigli alla grande e sei pronto a tirare di nuovo.
   Quindi io provai anche a trasporre il concetto nell'architettura di certe sedute per mezzofondisti prolungati... quindi 3 anni fa scoprii che Albertone faceva la stessa cosa, maledettoooo!!!
   Ricapitolando, per mezzofondisti abbiamo:

FASE 1:
- prove medio-lunghe ad alta velocità, ritmi-gara o addirittura gara (breve) + recupero lungo

FASE 2:
- prove brevi o medie (recupero stretto) o unico tratto di medio, basta che si lavori con BUFFER, ovvero con volume/intensità più bassi di quanto si potrebbe. Ad esempio Salazar ai diecimilisti ha fatto fare 5x1600 a ritmo dei 15km, mentre in una seduta classica fa fare 6x1600 a ritmo 10km. Oppure come nel post precedente, in cui fa fare un mediuccio a 3'30 di 2-3 miglia, ben più breve di quanto possano fare quelle atlete a quel passo

FASE 3:
- prove medio-brevi ad altissima velocità

   Il segreto sta nel fatto che nella fase 2 con buffer l'acidità che si ricicla è maggiore di quella prodotta, e nello stesso tempo comunque lavori, mentre con un recupero passivo dovresti poltrire un'oretta.

   Intendiamoci, niente di miracoloso, non è una struttura che deve sostituire quelle più classiche... ma è una struttura a mio avviso utile in alcuni momenti e per alcuni atleti. Salazar la usa in periodo agonistico quando deve accorpare i lavori in uno solo per permettere vari giorni di "pascolo" tra le gare. Ma io l'ho usata con profitto anche coi master per i quali può essere utile fare sedute miste visto che non fanno più di due lavori a settimana e quindi, senza sedute miste, farebbero passare troppo tempo prima di ripetere la stessa tipologia di allenamento con sedute classiche.



martedì 1 novembre 2016

Salazar... è matto?

   
   Partiamo da un link postato dall'amico Elia nei commenti al post scorso:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1632278830404269&id=1497922587173228

   Albertone fa fare una "giornatina" alla Cain e alla Hasay... prima una gara indoor, poi un mediuccio e per finire roba veloce; se Canova parla di "special blocks" qui abbiamo un "iper-special block". Nei commenti quasi tutti propendono per una "follia" omicida dell'allenatore.

   PREMETTO che se la Cain abbandonò il gruppo e da 2 anni non migliora, probabilmente qualche errore di programmazione c'è stato; Salazar non è una divinità, ad esempio sbagliò molte cose nell'allenamento per la London Marathon di Mo Farah.
Tuttavia vi dico che se fra i commentatori del link vi sono allenatori, la cosa è molto grave perchè un allenatore, prima di giudicare, dovrebbe sapere le seguenti cose:

- la Hasay negli ultimi anni è migliorata
- la stessa "giornatina" la fece fare anche a Centrowitz, Rupp e Farah (sia con che senza gara iniziale) e mi pare che questi qua qualche tapasciata di quartiere la vincano (ahah!)
- tali giornatine le fa fare di rado, 2-3 volte l'anno, in periodo agonistico, precedute e seguite da 4-5 giorni riposanti di sole corsette easy.

   Salazar spiegò che in periodo agonistico questa era una buona soluzione di compromesso fra le contrastanti esigenze di:

- gareggiare bene, OVVERO con ampi periodi di relax tra una gara e l'altra
- fare un mantenimento di certe tipologie di allenamento concentrandole in un'unica giornata

   Cioè, secondo lui sarebbe peggio, più DURO-AFFATICANTE, spalmare quei lavori su più giornate e quindi avere meno giorni di recupero. Quindi c'è un preciso motivo programmatico in questa scelta, tendente a far faticare MENO l'atleta e non il contrario.
Quindi Salazar non è matto in linea di principio, sul piano programmatico. Poi come sempre bisogna verificare caso a caso se un concetto possa adattarsi bene a tutti (forse io alla Cain una giornatina del genere non l'avrei fatta fare).

   Ma domandatevi: è più da matti far fare una giornata così, circondata da 8 giorni di recupero, oppure 5 giorni intensi a settimana come fanno fare ai nostri diciassettenni mezzofondisti?
Seguirà un altro post sugli aspetti fisiologici di una tale struttura.



giovedì 29 settembre 2016

Il taper visto dall'Altis


   Dicesi "taper" il percorso d'allenamento degli ultimi 10-15 giorni prima di un evento importante; è un periodo estremamente delicato, un taper sbagliato (troppo volume o troppo poco, troppa intensità o troppo poca) può compromettere mesi di allenamento. Vediamo qui alcuni taper di sprinters. Dice "ma che ce frega degli sprinters, noi semo atleti enduranti!"... beh, secondo me ce frega, tanti concetti utili ho carpito al settore velocità, non bisogna fare compartimenti stagni.

   L'Altis è il famoso centro d'alleneamento diretto da Dan Pfaff a Phoenix, Arizona; siamo ai massimi livelli mondiali, ci si allenano molte star dell'atletica internazionale tra cui il canadese De Grasse e il sudafricano Jobodwana. De Grasse c'è approdato nell'inverno scorso dopo aver siglato un contrattino con la Puma per sobri 14 milioni (facciaducazz) e, a giudicare dalle medaglie a Rio, con ottimo profitto; Jobodwana fu sorprendentemente bronzo ai mondiali di Pechino sui 200. Entrambi i ragazzi sono seguiti direttamente dal coach Stuart McMillan.

   Vediamo il taper preolimpico di agosto di De Grasse (purtroppo non abbiamo i recuperi):

3 - 4x120 progressivi in curva
4 - defaticamento e terapie
5 - 5x70 facili
6 - 2 cambi staffetta + 3x30 in curva
7 - riposo
8 - 4x120 progressivi in curva
9 - viaggio e defaticamento
10 - 3x30 in curva + 1x70 submassimale
11 - terapie
12 - defaticamento
13 - 100 batt 10.04
14 - 100 semi 9.92 PB --- 100 finale 9.91 PB bronzo
15 - defaticamento e terapie
16 - 200 batt 20.09
17 - 200 semi 19.80 PB e record nazionale
18 - 200 finale 20.02 argento
19 - 4x100 finale 37.64 bronzo e record nazionale

   De Grasse in 10 giorni fa in totale 1560m (+ 2 cambi staffetta). Sorprende la totale assenza di forza/palestra e di prove maggiori di 120m. 1560m sono pochi? Allora vediamo Jobodwana prima dei mondiali 2015:

11/8 - 2x30 curva + 2x30 + 2x45
12 - 60+90+105+150 r.6-10' + PESI (4x4 snatch 40k, 4x4 squat 90k)
13 - riposo
14 - 2x150 r.2' (15.2 16.0)
15-17 - riposo (viaggio)
18 - riscaldamento
19 - 3x50 fast
20 - 6x60 facili
21 - 75 + 150 (14.8) + PESI (4x4 snatch, 4x5 squatjump)
22 - drills e terapie
23 - riscaldamento e terapie
24 - terapie
25 - batt 20.22
26 - semi 20.01 PB
27 - finale 19.87 PB NR bronzo

   In questo caso negli ultimi 10gg abbiamo la bellezza di... 735m totali. Schema comunque molto diverso da quello di De Grasse: abbiamo dei richiami di palestra e prove molto intense. Di nuovo assenti le prove oltre i 150m, ma a ben vedere la seduta del 14, con quel recupero risicato, produce gli stessi effetti di una prova di 250m.

   E in Italia come li facciamo i taper?



domenica 18 settembre 2016

Allenamento 10000m: test dei 7'.


   Il prosecco è un vino leggero, eppure pare che dia alla testa. E può accadere che un "imprenditore del prosecco" proponga un "test dei 7'" per valutare lo stato di forma, il passo da tenere nelle varie tipologie di sedute d'allenamento, la soglia anaerobica e il tempo previsto in una gara di 10km. Il test deve essere massimale e in prima battuta dovrebbe fornire una valutazione del massimo consumo d'ossigeno.

   E può capitare di leggere su un forum di un utente che effettua il test che dà i seguenti risultati:

- 1760m (3'59/km)
- soglia: 14.3 km/h (4'12/km)
- tempo previsto sui 10km: 42'
- ritmi d'allenamento:

corsa lenta 4'50 - 4'55
corsa media 4'30 - 4'40
ripetute medie-lunghe 3'55 - 4'10

   E può capitare che il suddetto utente riesca a tenere un passo in una gara di 10km di... 5'/km... uno scarto di 61" dal passo del test e un SOBRIO errore di appena 48" rispetto alla previsione. Per cui il malcapitato utente dovrebbe correre perfino i lenti più veloci del ritmo gara.

(NON RIDETE!!! Se ridete vi diranno che non rispettate le idee altrui e fate critiche distruttive...)

   E può capitare che il tale imprenditore magari sia un ex nazionale con tanto di tessera di allenatore della Federazione Irochese Di Atletica Leggera e abbia in scuderia 200 atleti (paganti). Ma nonostante tutte queste qualità non capisca che:

- un test così breve è poco correlato con prestazioni di durata 4-8 volte maggiore
- un test A TEMPO poco si addice a previsioni su gare A DISTANZA, perchè a uno scarso viene fuori 1700m mentre a un campione 2800m
- la relazione test/gara sarà fottutamente diversa a seconda della tipologia dell'atleta (veloce/resistente), del grado di allenamento aerobico, del chilometraggio sviluppato in allenamento.

   Come si fa a propinare alla gente roba del genere? Ti inventi una formuletta semplice perchè sai che la gente vuole questo, è un'operazione di marketing, sei un ottimo imprenditore appunto... poi però il prodotto non funziona e magari l'utente pensa che ad avere qualcosa di sbagliato sia lui e non il test o chi lo propina.

   Dice "ma hai preso un caso limiteeeeee!"... sarà, ma io credo che di gente che tra un 7' e un 10km scarta appena 13" ce ne sia poca in giro, specie tra gli amatori ai quali sto test è indirizzato.



  



martedì 6 settembre 2016

Atletica italiana: Vision & Mission (impossible?)

   
   Nel mio articolo post-olimpiadi l'amico "Fabrizio1959" fece un commento interessante che riporto sotto. Trattasi di affrontare il problema "sport" in un'ottica di marketing e sarebbe utile leggersi il documento del CONI da lui linkato, che tratta dello sport in generale e non solo dell'atletica, documento molto dettagliato, completo, ricco di dati e grafici. Da questo documento si evince come in Italia lo sport sia un po' meno praticato rispetto ad altri paesi dal PIL simile. Tuttavia, in termini di medaglie olimpiche mi pare che non stiamo messi proprio male... chi sta messa malissimo è l'atletica leggera.

   E ragionando in termini di market dico la mia:
- il marketing si occupa (anche) dello studio dei gusti dei consumatori relativamente ai prodotti.
- in ambito sportivo esistono (anche) dei prodotti chiamati "prestazioni dell'atletica nazionale d'elite" e dei consumatori di tali prodotti in moltissime nazioni; per "consumatori" intendo gli spettatori-fruitori del "prodotto" sportivo inteso come spettacolo culturale.
- dopo queste olimpiadi i consumatori del prodotto "prestazioni dell'atletica italiana d'elite" ne hanno dato un giudizio estremamente negativo.
   Al di là quindi dei fini che ognuno potrebbe dare all'attività sportiva, è un dato di fatto DEL MERCATO l'insoddisfazione dei consumatori circa questo prodotto: in italia molta gente vorrebbe vedere l'atletica vincente ma ciò non accade, il prodotto è una "sòla".
   Suddividendo i tesserati Fidal in 3 fasce-prodotti potremmo descriverne le dinamiche degli ultimi 20 anni così:

- atletica infantile: forte incremento di partecipanti, prodotto efficiente.
- atletica master: forte incremento di partecipanti e ottime prestazioni internazionali, prodotto efficiente.
- atletica impegnata e d'elite: forte decremento di partecipanti e di prestazioni, prodotto inefficiente; e inefficienza crescente via via dai cadetti agli assoluti.

   Ma ecco quanto scritto da Fabrizio:

"Ho letto con attenzione quanto detto da FabioG (anche nel suo blog) e i commenti di tutti, ma manca una cosa fondamentale che non ho trovato da nessuna parte e in nessun commento: la Vision e la Mission. Per favore non inorridite - lo so che sono termini markettari - ma al di là delle parole o “parolacce markettare” identificano due concetti fondamentali sia si tratti di aziende sia si tratti di federazioni sportive o sport in generale. Due concetti semplici: dove si vuole arrivare e qual è il mestiere che vogliamo fare.
Non voglio fare una lezione di “Strategic marketing”, non ne sarei capace. Ma vi prego, prima di fornire ricette, sicuramente valide, non discuto sul tema, mi fate capire quali sono per voi la Vision e la Mission dell’atletica italiana e in generale dello sport in Italia? Partiamo da qui, proviamo a fare questo primo esercizio accademico, la qualità dei partecipanti è sicuramente adeguata. Secondo me verranno fuori opinioni molto diverse, a cui corrispondono azioni differenti.
Solo dopo aver individuato la Vision e la Mission potremo definire una strategia, analizzando l’offerta e la domanda, casomai anche attraverso la costruzione di una SWOT analisys e una GAP analisys. Ripeto tutto ciò viene dal marketing, ma si può applicare a qualsiasi contesto: è un metodo. Così come il metodo scientifico: si può applicare a qualsiasi contesto. Facciamolo sennò creiamo solo rumore di fondo ognuno con la sua cucina e pentoloni magici.
Per supportare lo sforzo richiesto vi suggerisco di leggere anche questo documento:

http://www.coni.it/images/Libro_Bianco_-_Sito.pdf

Parto con la mia definizione:
Vision – avere la percentuale più alta al mondo di praticanti sport, con particolare riferimento all’età infantile, dello sviluppo e adulta (>35 anni).
Mission – Sviluppare le attività sportive in maniera pervasiva e generalizzata, affidando l’attuazione pratica a una piramide di persone a mano a mano più specializzate.
Da quanto detto si potrebbe evincere che per me l’atletica (sport) di altissimo livello è una conseguenza e non punto di partenza, o traendo spunto da FabioG: un mezzo, ma non il fine (aggiungo io).
Da quanto leggo in questi giorni sul caso Gran Bretagna, capisco che hanno una vision completamente diversa: primeggiare nello sport di alto livello (conseguentemente soldi alle federazioni vincenti e vaffanc…. alle altre) e su questa loro vision hanno investito, direi bene visto i risultati, ma è completamente diversa dalla mia.
Lascio a voi – se vi va – di buttar giù qualche idea, visto mai che il prossimo Presidente del CONI ne traesse spunto (sono un incurabile sognatore)."



mercoledì 31 agosto 2016

Olimpiadi Rio 2016: le cose belle


   Dopo gli europei asfittici e noiosi, l'atletica a Rio mi ha dato emozioni forti, tre record mondiali, gare esaltanti. E colpi di scena, come l'oro del brasiliano Thiago Braz che si migliora di 13cm in un colpo solo dopo un duello all'ultimo sangue con Lavillenie... o anche come la Kipyegon che batte la Dibaba con un gran 800 finale in 1'57.9.

   Per quanto riguarda il mezzofondo, a sorpresa anche l'oro di Centrowitz con un Kiprop insolitamente inerte. In questi 1500 argento di Makhloufi che bissa l'argento negli 800, vinti dal solito Rudisha e con un Bosse quarto come al solito beffato nel finale. Da notare in questa gara il bronzo del "neofita" americano Murphy, un ventunenne che due anni fa aveva 1'50 e ora riesce a siglare PB sia in semifinale che in finale arrivando a 1'42, come i nostri ottocentisti insomma...
   Gran 3000st femminile col WR sfiorato di 9 decimi, forse impedito dal 2° km assassino in 2'54 e dai 32° di temperatura alle 11.15 di mattina (il famoso "fresco inverno carioca" di fidaliana memoria, ahah!); ma i complottisti (e io LO FUI) malignano che la Jebet abbia rallentato appositamente nel finale per tenersi il WR per un'altra occasione e fatturare di più, che fantasie malate sti complottisti... ooopppsss, a Parigi lo scorso weekend la Jebet abbassa il WR a 8'52, ahah!
   Farah è diventato una noia, ennesima doppietta con gli ennesimi finali di gara al fulmicotone che producono anche ottimi tempi finali nonostante le partenze in jogging. Nei 10000 (13'53 + 13'12 = 27'05) ultimo km in 2'29, nei 5000 ultimo km in 2'23.9 e ultimi 2 giri in 59.8 e 52.8.

   Ma veniamo alla "ciccia"...

   Van Niekerk finalmente aggiorna il vecchio WR del grande Michael Johnson nel 400 più veloce della storia (media di 44.04). Interessante paragonare i due WR; MJ vanta un PB sui 200 molto migliore di VN, però c'è da dire che all'epoca del WR sui 400 i 200 li correva in 19.9. Comunque, come vediamo, un MJ "più veloce" produsse un 400 con una distribuzione di un equilibrio fuori del comune, mentre la distribuzione di VN è più canonica. VN / MJ:

100m 10.7 / 11.10
200m 20.5 / 21.22
300m 31.0 / 31.66
400m 43.03 / 43.18

ultimo 100: 12.0 / 11.5
differenza 200-200: 2.0 / 0.8

   Dulcis in fundo, un incredibile, esaltante 10000m femminile che finalmente riscrive la storia della specialità dopo 23 anni. Già partono di gran carriera sotto i 3/km, ma a metà gara (quando la Inglese viene già doppiata) Ayana se ne va, inanella giri a 67-68 e fa il vuoto. Un pazzesco record del mondo portato a 29'17 e un mare di record continentali (la Huddle a 30'13), nazionali, personali (tranne la nostra Inglese). Una gara che ricorderemo per sempre! Mi viene la pelle d'oca, mi commuovo quando vedo gare del genere.
   La Ayana poi non si ripete nei 5000, evidentemente devastata dalla prestazione mostruosa nella distanza doppia.
   Un dettaglio: la Ayana non è un'atleta degli altipiani, di quelli beneficiati dal nascere e vivere in altura, è originaria del distretto di Benshangul/Gumaz, ovest Etiopia al confine col Sudan, altitudine 600-1000m.

P.s.: chi era che diceva che i 10000m sono noiosi?
P.p.s. sia Van Niekerk che Ayana secondo molti fidalotti corrono male (braccia e mani alte, angolo al gomito chiuso) e quindi sono due pipponi che non vinceranno mai nulla, ahahah!






lunedì 22 agosto 2016

"Grande atletica leggera italiana... forse un po' troppo leggera... vacua"

   Iniziamo dalle cose brutte (nostre) dell'atletica a queste olimpiadi, poi seguirà un articolo sulle molte cose esaltanti e divertenti (altrui).
   Tempo fa così scrissi in un articolo preventivo: "sembra quasi che un dio malvagio ci attragga irresistibilmente verso gli inferi dello zero tituli". Oggi, a consuntivo, possiamo dire che il dio malvagio ha colpito ancora; certo era facilmente prevedibile, non erano necessarie grandi qualità profetiche. La speranza è l'ultima a morire... ma muore.

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2016/07/preview-olimpica-il-dio-malvagio.html

   Ma vediamolo sto bilancio consuntivo:

- zeru tituli, mentre 42 paesi hanno conquistato almeno una medaglia; toccato quindi il fondo anche alle olimpiadi, mentre ai mondiali già due volte (2009 e 2015)
- nella classifica a punti 28° posto
- 5 presenze in finale (primi 8): Giupponi, Grenot, Palmisano, Trost, 4x400 femminile
- un record italiano, 3'25.16 della 4x400 femminile in semifinale

   Veniamo ai miei consueti indici di rendimento:

- pb: Giupponi
- sb: Benedetti, Straneo, Pedroso, Palmisano
- 36 italiani prtecipanti hanno ottenuto 5 pb/sb (13.88%). 2351 partecipanti del resto del mondo hanno ottenuto 596 pb/sb (25.35%). Ai mondiali di Pechino lo scarto fu leggermente maggiore (9% contro 30.3%) ma insomma c'è sempre un abisso.

http://ilcorsarotraining.blogspot.com.br/2015/08/zeru-tituli-again.html

   Questo è un post collegiale. Lascio ad altri le giustissime (ma a mio avviso insufficienti) critiche alla dirigenza. Il titolo del post è di mio fratello e alcuni commenti qui sotto di amici atleti:

"Eh...ma il Tajikistan investe un sacco di soldi e fa le gabbie per il lancio del martello... e il Burundi? Hanno piste indoor e palestre che altro che Formia!"

"sicuramente abbiamo qualche problema di cultura sportiva (a partire dalle scuole) e carenze in termini di strutture. D'altra parte, se come dite voi a livello giovanile nell'atletica facciamo bene, mi sembra che questo suggerisca un serio problema tecnico: cambiare le teste serve solo se i ricambi portano veramente un nuovo metodo di lavoro. Da quanto leggo, invece mi sembra che la sostanza resti invariata da anni, sbaglio?"

"La medaglia di Alex S. non sarebbe certo stata un risultato del buon lavoro del sistema atletica italiana, visto che aveva contro mezza federazione, il 70% degli atleti e non trovava nemmeno uno disposto ad allenarlo. Si era fatto di tutto per non convocarlo, mi pare. E qui ci sarebbe da discutere sul perchè un Gatlin plurisqualificato viene reintegrato nella squadra USA una volta pagato il fio, mentre da noi AS è considerato un reietto a vita.
La medaglia di Tamberi NON era sicura. E qui ci sarebbe da discutere sul perchè nell'anno olimpico si fa gareggiare l'atleta di punta a ogni occasione cercando record italiani outdoor e indoor per raccattare briciole di visibilità e ospitate nei TG e nelle trasmissioni del pomeriggio, mentre un Mo Farah fa 2 gare in 6 mesi e poi ad Agosto vola.
La medaglia sicura delle marciatrici la sento ad ogni occasione e non arriva da 8 anni. La Giorgi cos'ha vinto in carriera per giustificare le speranze di medaglia? Le gare non si vincono con il personale fatto mesi prima, ma arrivando in forma di gambe E FORTE DI TESTA all'appuntamento principale.
Sui ragazzi promettenti...rifletti: il miglior piazzamento in pista dell'atletica italiana è una Trost (che a me e' anche parecchio simpatica) che a 23 anni, nel suo athletic prime, arriva 5a dietro una 37enne che non ha vinto mai nulla in carriera, una 32enne che ormai ha una gamba sola e saltando in finale meno di diverse epthatlete. Rossit, stessa storia.
Tutto a fronte di un movimento giovanile, un serbatoio di talenti e una tradizione che da 15-20 anni oggettivamente ci classifica tra i primi paesi al mondo nelle manifestazioni under 18. Chi visse sperando..."

"è solo un esempio: ogni tanto leggo qualcosa su "certi forum", ci scrivono in migliaia, la maggior parte scarsi, con pochissimo studio e esperienza...il 90% delle cose che leggo sono stupidaggini allo stato brado ma portate avanti con una convinzione e arroganza...
quello che voglio dire è che c'è un grave problema culturale a partire proprio dal popolino: voler SEMPRE aver ragione a tutti i costi, voler SEMPRE esprimersi a tutti i costi, punire (invece di ringraziare) chi potrebbe raddrizzare la baracca additando e comprovando gli errori.
questo "carattere" poi non cambia quando qualcuno di quel popolino va a fare i corsi allenatori o si laurea in SM o diventa dirigente federale.
il pesce puzza tutto, non solo la testa... e infatti nonostante le teste cambino i risultati non cambiano."

"leggo certe tesi di laurea in SM, fatte da allenatori che hanno in carico giovani di livello internazionale, scritte in un italiano che ti farebbe bocciare in prima media; e il prof-relatore, magari un responsabile di settore federale, non se ne accorge. Poi totale ASSENZA DI MEMORIA quando quei giovani scompaiono dopo qualche anno. Ormai la nostra non è più atletica ma al massimo "giovan-etica" o "campionatisocial-etica".

"leggo che Kipchoge e la Miller "sbagliano, braccia troppo alte"... ma hanno vinto l'oro cazzo!!! Poi mi scrivono raccontandomi che ai corsi allenatori il professorone di turno consiglia di mettere dei pesi in mano ai ragazzi se tengono le braccia alte... e allora le braccia cascano a me, e non solo le braccia".